Rassegna stampa sul voto elettronico in Venezuela (2018)

Rassegna stampa sul voto elettronico in Venezuela (2018)

Il declino del Venezuela, alle urne per confermare Maduro

di Marinellys Tremamunno
20 MAGGIO 2018 17:29
Il Venezuela oggi torna alle urne per la quarta volta in un anno, per rieleggere il presidente. Dopo che una contestata Assemblea Costituente gli ha preparato il terreno. Fra arresti arbitrari e violenze. La parola a dissidenti ed esperti per spiegarci in che clima si vota

«[…] Il colpo di grazia sarà il sistema di voto elettronico. Lo spiega Eugenio Martinez: “Smarmatic ha denunciato che c’è stata una manipolazione dei risultati dello scorso luglio, quando sono stati annunciati i dati della partecipazione per eleggere l’Assemblea Costituente. Il Consiglio Nazionale Elettorale ha sospeso il contratto della società Smarmatic ma continua a utilizzare le sue macchine e i suoi programmi. Ora non sappiamo come faccia il Consiglio Nazionale Elettorale ad utilizzare il software di conteggio, di controlli e di trasmissione dei risultati, perché la licenza è scaduta nel 2017… Anche se il candidato Henry Falcón o qualunque altro dell’opposizione riuscisse ad avere la presenza di testimoni nei 34 mila seggi elettorali, potrebbero finire per convalidare una frode elettronica”.»

Venezuela, Maduro rieletto. Affluenza al 46% e accuse di brogli

di Roberto Da Rin
20 MAGGIO 2018
Come previsto, Nicolas Maduro è stato rieletto alla presidenza del Venezuela, ma con un crollo del 33% della partecipazione al voto, col suo principale sfidante che si rifiuta di accettare il risultato e con una serie denunce di irregolarità da parte di candidati e media dell’opposizione.

«[…] La coalizione antichavista del Tavolo dell’unità democratica (Mud) – esclusa dalle elezioni dal Cne – aveva chiamato al boicottaggio del voto, definendolo illegale, ma anche Falcon, che aveva accettato la sfida delle urne, ha finito per gettare la spugna e dichiarare che non accetta la legittimità delle elezioni. «Disconosciamo questo processo elettorale e lo qualifichiamo di illegittimo» ha dichiarato ore dopo la chiusura dei seggi, aggiungendo che «questo processo non è stato reale» e per questo «esigiamo che si convochino nuove elezioni».
Maduro gli ha risposto in tono sprezzante nel suo primo discorso dopo l’annuncio della sua rielezione, chiamandolo «il candidato bugiardo» che respinge i risultati «prima che siano stati dati: non si era mai visti nella storia».»

Il Venezuela sotto assedio si proietta nel futuro con il voto elettronico

di Salvatore Izzo per Agi
19 MAGGIO 2018
«[…] Ma sui sistemi di voto il Venezuela è avanti. Ce ne saranno due in parallelo: quello elettronico dove si utilizzeranno le dita sia per identificarsi attraverso le impronte (e evitare che si voti 2 o più volte) sia per cliccare uno dei candidati: sul monitor compaiono 12 facce, 7 sono di Maduro tante quante sono le liste che lo sostengono (e tra gli osservatori chi si meraviglia non ha visto quella della Regione Lazio con le liste collegate a Zingaretti). In ogni seggio ci saranno tre distinti e sofisticati apparati elettronici, alimentati da una rustica batteria da camion, per dare l’input al pc che invierà il voto al server centrale. Lucena Tibisai, la presidente del CNE, tuttavia, ha previsto che parallelamente si predisponessero anche le schede e le urna tradizionali in caso qualcuno (da fuori dei confini o dall’interno) riuscisse ad hackerare il sistema.

C’è in effetti un clima di assedio, le fake news sulla situazione, compresa quella cattolica delle ostie che mancano, sono il sintomo di una guerra a bassa intensità per “riprendersi” il Venezuela: le famiglie eredi delle immense ricchezze dei terrieri creoli, le multinazionali del petrolio e dell’energia, il gigante Usa e l’Unione Europea, tutti alleati contro questa utopia un po’ stracciona del socialismo bolivariano, che investe tutto sulle scuole e la tutela dei minori e si trova accusato di volerli far morire di fame. Logico in fondo che temano un attacco informatico.

In realtà i piani per un ingresso in Venezuela di forze armate straniere a scopi “umanitari” sono già pronti. La partecipazione di massa al voto potrebbe scongiurarli. Per questo a titolo personale sono arrivati a Caracas il calciatore Maradona, l’ex premier spagnolo Zapatero, parlamentari, giornalisti e docenti universitari come il professor Vasapollo, rappresentante del rettore della Sapienza. Tutti e 150 gli “accompagnatori internazionali” indossano una casacca di tela che li rende identificabili nel loro servizio, che è quello di verificare la regolarità del voto.»

Nicolás Maduro è stato rieletto presidente del Venezuela

di Post.it
21 MAGGIO 2018
Come previsto: e l’unico candidato dell’opposizione – gli altri hanno boicottato il voto – si è rifiutato di riconoscere il risultato

«[…] Diversi paesi, compresi gli Stati Uniti, il Canada, il Brasile, l’Argentina, il Cile, la Colombia e il Messico, avevano fatto sapere che non avrebbero riconosciuto il risultato delle elezioni presidenziali. Diverse organizzazioni internazionali, come l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ma anche l’Unione Europea, avevano denunciato la mancanza di trasparenza e delle necessarie garanzie elettorali del voto. La delegazione che rappresenta gli Stati Uniti in Venezuela ha fatto sapere che «Le cosiddette elezioni di oggi in Venezuela sono un insulto alla democrazia […]. È tempo che Maduro se ne vada». Il presidente del Cile, Sebastián Piñera, ha affermato che il suo paese, «come la maggior parte dei paesi democratici», non riconoscerà il voto: «Non sono state elezioni pulite o legittime e non rappresentano la volontà libera e sovrana del popolo venezuelano». Tuttavia alcuni altri paesi – come Bolivia, Cuba e Russia – hanno espresso il loro sostegno per la giornata elettorale.»

Venezuela, Maduro ha vinto elezioni democratiche come posso testimoniare da osservatore internazionale

di Giorgio Cremaschi (Potere al Popolo)
21 MAGGIO 2018
«[…] In queste sofferenze enormi la partecipazione ha sfiorato la metà degli elettori e è un risultato importante. Maduro è stato eletto presidente con una partecipazione al voto superiore a quella con cui venne eletto Trump. Che insieme ad una compagnia internazionale di mascalzoni ora non riconosce il voto.

Come i governi golpisti di Brasile, Paraguay, Guatemala. E come la UE che sostiene la dittatura fascista Ucraina. USA UE e i loro servi stanno colpendo il Venezuela con sanzioni prive di qualsiasi giustificazione politica e morale, che sono la causa principale delle sofferenze di quel popolo. Tutto questo perché il Venezuela è il solo grande produttore di petrolio che non intenda subire il dominio degli Stati Uniti.

Colpiscono il popolo nei suoi bisogni vitali fondamentali, eppure il popolo venezuelano non si fa intimidire, anzi l’ho visto usare il diritto al voto con fermezza, passione e allegria.
Maduro ha vinto elezioni regolari e lo posso testimoniare, ma soprattutto può dirlo un popolo che resiste ad una aggressione economica pari a quella che colpì il Cile di Allende. È quel popolo che ha vinto e tutti noi lo dobbiamo ringraziare per la lezione di coraggio che ci dà.»

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Sentenza di incostuzionalità del voto elettronico della Corte Costituzionale Tedesca

Il voto elettronico è incompatibile con le caratteristiche costituzionali del processo elettorale che deve mantenere la sua natura pubblica e verificabile dal cittadino senza alcuna conoscenza specializzata.