Niente voto elettronico a Roma. Quello che c’è di vecchio sono i metodi della sindaca Raggi

Niente voto elettronico a Roma. Quello che c’è di vecchio sono i metodi della sindaca Raggi

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha confermato di non essere in grado di adottare il voto elettronico per il prossimo referendum sul Trasporto Pubblico Locale. Alla richiesta se si voterà in forma elettronica risponde: «Temo di no perché la richiesta è stata fatta prima dell’introduzione dei nuovi sistemi. Probabilmente lo testeremo senza validità, semplicemente come controllo, ma si voterà col vecchio sistema». Era chiaro che non ci fossero i tempi per indire una gara corretta per introdurre il voto elettronico e distribuire una soluzione tecnologica con così poco preavviso. Non si capisce, alla data attuale, come funzionerà il test anticipato dalla sindaca e soprattutto che costi avrà per i cittadini e con quali soldi si pensa di farci fronte e in base a quali formalità sarà assegnato quest’incombenza. Quando nel 2006 il Governo Berlusconi introdusse l’inutile e costosa rilevazione informatizzata dello scrutinio ci fu molta polemica per l’assegnazione degli incarichi ad un parente del ministro in carica. A pochi mesi dalle elezioni, senza aver divulgato alcun piano specifico per questo test, cosa possono attendersi i cittadini, e soprattutto quali costi saranno chiamati a pagare, per quest’inutile tentativo?