Il voto elettronico su Internet non accresce la partecipazione elettorale, l’esperienza Estone

Il voto su Internet può aumentare la partecipazione politica?

Can Internet voting increase political participation?
di Daniel Bochsler
(Giugno 2010)
https://www.eui.eu/Projects/EuDO-PublicOpinion/Documents/bochslere-voteeui2010.pdf

CRVD ha tradotto le conclusioni del report di Daniel Bochsler (June 2010), «Can Internet voting increase political participation?  Remote electronic voting and turnout in the Estonian 2007 parliamentary elections» preparato per la conferenza ‘Internet and Voting’, Fiesole, 3-4 Giugno 2010

Nelle recenti elezioni, il voto su Internet ha attirato ampio interesse, spronando le speranze che le tecnologie delle comunicazioni possano portare ad un aumento dell’affluenza alle urne e all’inclusione dei gruppi di votanti che in genere si sono astenuti dalle elezioni. L’Estonia è stato il primo paese al mondo a consentire l’uso di Internet per il voto alle elezioni parlamentari nazionali, e pertanto funge da importante ambito di studio dello stato dell’e-democrazia e delle sue prospettive.

Diversi set di dati e metodologie ci hanno guidato alla stessa conclusione: chenelle elezioni estoni del 2007 il voto su Internet era socialmente sbilanciato e ha estratto una quota sproporzionata di elettori con un’alta istruzione formale e che risiedeva nelle più ricche aree di lingua estone. Quindi il
il digital divide si è riprodotto in una divisione politica. Ciò si aggiunge alle disuguaglianze già esistenti nella partecipazione politica, Internet tende ad escludere i gruppi sociali che sono stati già in precedenza sottorappresentati nella parte politicamente attiva della popolazione (Gallego, 2007; Dalton, 2006), e rafforzare le diseguaglianze di istruzione, e le disparità di reddito (es. le minoranze di lingua russa). Tutti questi gruppi sono ancora più sottorappresentatidi quanto non fossero in precedenza tra gli elettori che hanno votato in Internet in Estonia. Nel caso estone questo potrebbe anche portare a un potenziale pregiudizio di parte, in quanto solo certi
partiti –in particolare quelli appartenenti al nuovo governo di coalizione e il partito Verde recentemente entrato nelle competizioni – si sono dimostrate particolarmente attrattive per gli elettori di Internet. Il Partito di Centro che è all’opposizione, che attrae una percentuale maggiore di minoranze etniche in Estonia, insieme ad alcune partiti minori dell’opposizione non ha ottenuto quasi nessuno dei voti espressi su Internet.

Se questo effetto sia stabile nel lungo periodo può essere soggetto solo di congetture (informate), e dipende in particolare dalla domanda se il divario digitale attuale finirà per svanire – non solo con il previsto aumento dell’accesso a Internet, che perltro è già molto alto nel caso estone – ma soprattutto per quanto riguarda la familiarità con l’utilizzo di Internet.

Sulla base di questi fatti, il voto su Internet sembra destinato ad accentuare l’esclusività preesistente nella partecipazione politica, invece di diminuirla. Comunque il voto su Internet è particolarmente attraente per quegli elettori che necessitano di molto tempo per raggiungere  il seggio elettorale – circa la metà degli elettori su Internet hanno indicato che avrebbero speso più di trenta minuti per raggiungere il seggio elettorale. Molti di questi elettori potrebbero non vivere nella loro residenza ufficiale, stando in un altro luogo all’interno dell’Estonia, o all’estero. Internet è un modo importante per assicurare la loro partecipazione alle elezioni, ma il numero di persone interessate non è molto alto: la distanza dal seggio elettorale era considerevole al massimo nell’1-2% dell’elettorato (considerando che solo il 3,4% ha votato online).

Questi risultati non suggeriscono che l’aggiunta del voto 
su Internet aumenti l’affluenza alle urne.

Invece, sembra che, con qualche possibile eccezione, i 
voti espressi online siano principalmente sostituiti dei  voti che sarebbero comunque stati espressi nei seggi se il voto online fosse stato assente. 


Certamente, la partecipazione alle elezioni estoni del 2007 è aumentata del 4% circa rispetto alle elezioni del 2003. Tuttavia questo può essere spiegato da altri fattori. Da un lato, c’è stato un reale aumento dell’affluenza di circa l’1,5% nella maggior parte dei comuni, indipendentemente dal fatto il voto su Internet fosse usato o meno. Ulteriori aumenti  di affluenza possono essere spiegati con l’ingresso del partito dei Verdi alle elezioni del 2007, che hanno attratto gli elettori delle più facoltose aree di lingua estone, e nelle aree più etnicamente eterogenee.

Dopo aver controllato le variabili politiche e socio-economiche che potrebbero spiegare cambiamenti nell’affluenza, sembra che il voto su Internet non abbia avuto altro effetto. Invece, una parte determinante dei voti attraverso Internet sembra aver sostituito solo la partecipazione al seggi elettorali. Questo rassicura in relazione all’ipotesi della selettività sociale del voto su Internet. Mentre il voto su internet ha attirato una parte politicamente specifica dell’elettorato in larga misura – in particolare tra gruppi politicamente ben consolidati – non ci sono molte ragioni per credere che gli stessi voti non sarebbero arrivati comunque alle urne.

Tuttavia, se il voto di Internet dovesse verificarsi in altre circostanze, a attrarre nuovi elettori, l’esperienza estone ci insegna che potrebbe
aumentare le disuguaglianze sociali nella rappresentazione politica. Certamente, questo non ci informa ancora sugli effetti a lungo termine del voto via Internet, e giustamente, alcune parti della letteratura sostengono che l’affluenza alle urne 
non è determinato da abitudini di lungo termine (Franklin, 2004) – e  che il voto su Internet può avere solo un effetto socialmente uguale, solo se parti di grandi dimensioni della popolazione vi hanno accesso (Krueger, 2002).. Vale la pena di notare, tuttavia, che i cittadini dell’Estonia hanno un accesso Internet molto ampio – il 76% ha usato Internet per compilare la loro dichiarazione fiscale personale nel 2005 (Trechsel, 2007b: 9) – e anche se la tradizione del voto su Internet è ancora giovane, le elezioni nazionali prese in considerazione sono state le seconde, dopo che il voto su Internet è stato introdotto per la prima volta nelle elezioni locali nel 2005.

Tuttavia, quanto detto non significa che il voto su Internet non ha abbia avuto alcun effetto nelle elezioni del 2007. Ma, l’effetto mostrato nel caso estone è diverso da quanto ampiamente previsto. In effetti, il voto su Internet ha facilitato l’accesso al voto per i cittadini che vivono in aree remote, lontane dai seggi elettorali . In una indagine post-elettorale, 360 elettori che hanno votato su Internet hanno dichiarato di aver risparmiato 25 minuti votando online invece di votare nei seggi. Tenendo presente il fatto che gli elettori del campione che hanno votato su Internet potrebbero aver sopravvalutato il tempo risparmiato, si giunge ad una stima ottimistica di circa 30.000 elettori totali e un totale di 12.000 ore risparmiate in tutta la nazione dell’Estonia. Anche se tali cifre sono semplicemente un prodotto dell’immaginazione degli elettori che hanno votato su Internet, almeno potranno essere soddisfatti delle loro percezioni, quantomeno dell’avere risparmiato una quantità così preziosa di tempo.

La pubblicazione completa (in inglese) è disponibile qui:

https://www.eui.eu/Projects/EuDO-PublicOpinion/Documents/bochslere-voteeui2010.pdf