Diritto alla conoscenza nell’incostituzionalità del voto elettronico in Germania

Diritto alla conoscenza nell’incostituzionalità del voto elettronico in Germania

La prima applicazione pilota delle macchine per il voto elettronico in Germania è avvenuta a Colonia nel 1998. La votazione elettronica con le macchine fornite dalla società olandese NEDAP è stata considerata un successo e un anno dopo, Colonia ha iniziato ad usare le macchine per il voto elettronico anche nelle elezioni del Parlamento europeo. Presto altre città hanno seguito quest’esempio. Il percorso nell’introduzione del voto elettronico in Germania è culminato con le elezioni generali per il parlamento nazionale (Bundestag) e per quello europeo del 2005 quando quasi 2 milioni di elettori tedeschi hanno dovuto utilizzare queste macchine NEDAP per esprimere il loro voto. La reazione all’uso di queste macchine è stata positiva: oltre alla facilità nell’uso è stato possibile ridurre il numero di seggi elettorali e il personale per la gestione dei seggi. Nessuno si era posto il problema della legalità dell’uso di queste macchine.

Infine, alle elezioni del 2005, due elettori hanno portato il caso davanti alla Corte costituzionale tedesca. Avevano già inoltrato senza successo un esposto al comitato per il controllo delle elezioni in cui sostenevano che l’uso delle macchine per il voto elettronico era incostituzionale e che non ci si potesse fidare dei risultati a causa dell’opacità nella gestione del processo elettorale.

La Corte costituzionale tedesca nel 2009 ha stabilito che l’uso delle macchine per il voto era effettivamente non compatibile con la Costituzione tedesca. La Corte ha rilevato che le elezioni sono tenute ad avere natura pubblica e che tutte le fasi essenziali di un’elezione devono essere soggette alla possibilità di esteso controllo da parte di tutti, a meno che altri interessi costituzionali superiori giustifichino un’eccezione.

L’utilizzo di macchine per il voto, che registrano elettronicamente le scelte degli elettori e gestiscono l’aggregazione e la comunicazione del risultato elettorale soddisferebbe i requisiti costituzionali solo se i passaggi essenziali del voto e della constatazione del risultato possano essere esaminati in modo affidabile e senza alcuna conoscenza specialistica della materia. L’effetto di possibili errori accidentali di programmazione o di brogli elettorali deliberati rendono necessari provvedimenti specifici al fine di salvaguardare il principio della natura pubblica delle elezioni. La decisione della Corte non ha quindi escluso in linea di principio l’uso di macchine per il voto, ma ha dichiarato che l’eventuale adozione non possa esimersi da esami affidabili di correttezza delle apparecchiature che siano accessibili pubblicamente. E che gli stessi elettori, gli organi elettorali o il grande pubblico debbano essere messi in condizione di verificare tutto il processo elettorale nel suo complesso.

Prescrizioni che vanno ben oltre il palliativo offerto da alcuni produttori della verifica delle schede di voto stampate presso i seggi elettorali (modello denominato tecnicamente VVPAT Voter Votified Paper Audit Trail).

Questa decisione della Corte costituzionale tedesca, sottolineando la necessità di trasparenza nel processo elettorale, e della necessità di verifica da parte degli elettori senza conoscenze tecniche specialistiche, ha di fatto concluso l’esperienza di voto elettronico in Germania per l’incapacità dei produttori di realizzare sistemi adeguati alle richieste.

La sentenza della Corte Costituzione Tedesca (in inglese)
https://docs.google.com/document/d/11LSTurulGr5L0qAVsdbcLhnibQwtSWQkg09GcNq3i2Y/edit?usp=sharing

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